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ottobre 2010
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Gyneco : giugno 2010
1 aprile 2010 - Fonte: RaiNews24
Corte europea: sì a donazione di ovuli e sperma
Proibire il ricorso alla donazione di ovuli e sperma per la fertilizzazione in vitro è ingiustificato e costituisce una violazione dei diritti garantiti dalla convenzione europea per i diritti dell'uomo. Lo hanno stabilito oggi i giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo. La Corte di Strasburgo ha condannato le autorità austriache perché la legge nazionale che regola la procreazione assistita non consente di ricorrere alla donazione di sperma per la fertilizzazione in vitro e alla donazione dí ovuli in genere. Per le due coppie, che si sono rivolte alla Corte nel 2000, la fecondazione in vitro con donazione di sperma o ovuli era l'unica soluzione per poter procreare. Secondo i ricorrenti, nel proibire loro tale possibilità le autorita' austriache hanno violato il loro diritto al rispetto della vita familiare e quello a non essere discriminati. E i giudici della Corte europea dei diritti dell'uomo hanno dato loro ragione stabilendo tra l'altro che gli Stati non sono obbligati a legiferare in materia di procreazione assistita ma se lo fanno tale legge deve essere coerente e prendere in considerazione i differenti interessi legittimi.
tratto da www.cercounbimbo.net8 aprile 2010 - Fonte: IlSole24Ore
Pioggia di ricorsi ìn arrivo sulla fecondazione eterologa
Una valanga di ricorsi contro il divieto assoluto di fecondazione eterologa. Questo l'effetto della sentenza con cui la Corte dei diritti dell'Uomo (Cedu), il primo aprile scorso, ha condannato l'Austria che, al pari dell'Italia, non consente in alcun caso la fecondazione eterologa in vitro. Una chiusura totale, a parere dei giudici di Strasburgo, in contrasto con il diritto alla vita familiare e con il divieto di discriminazione. Sulla base della tutela affermata dalla Cedu sono molte le associazioni che hanno annunciato ricorsi giudiziari ín diverse città italiane, a partire da Bologna, il 15 aprile, per passare poi a Firenze, Catania e Milano. Si continuerà a maggio con le richieste alle sezioni specializzate dei tribunali civili dí affermare il diritto sancito da Strasburgo. A chiamare in causa i giudici della Corte del diritti dell'Uomo erano state due coppie austriache con problemi di sterilità che potevano essere superati solo grazie alla fecondazione in vitro con donazione esterna di ovuli o sperma. Possibilità esclusa anche dalla Corte Costituzionale austriaca, che aveva giudicato il divieto imposto dalla legge interna in linea con i principi della Convenzione europea. Di parere opposto la Corte dei diritti umani che ha esteso la tutela dell'articolo 8 della Convenzione, sulla tutela della vita privata e familiare, anche al rispetto della volontà di chi decide di diventare genitore ricorrendo alla fecondazione come unico sistema per superare í problemi che incidono sulla fertilità. l giudici hanno messo così un limite alla discrezionalità concessa agli stati in tema di fecondazione medicalmente assistita, affermando il divieto di discriminazione tra persone che si trovano in situazioni analoghe. Nessun obbligo dunque di adottare norme che consentano la fecondazione, ma se questa è ammessa non può essere giustificato il no alla fecondazione eterologa quando esiste un via libera per quella omologa. E' dunque aperta anche in Italia la strada dei ricorsi contro la disparità di trattamento bocciata da Strasburgo.
tratto da www.cercounbimbo.net